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martedì 16 agosto 2011

un compleanno tutto creativo



già perchè di sorprese ce ne sono state tante e stare qui a raccontarvele tutte sarebbe pressocchè impossibile...... ho deciso però di raccontarvi e di mostrarvi una sorpresa più che azzeccata che mette insieme l'amore per le mie amiche (le artefici), la voglia di portarle sempre con me e la mia passione per i bijoux.....

Bene vi racconto la storia di 5 ragazze tutte 1 pò strane, e tutte completamente diverse tra loro, così tanto da non poter fare a meno di stare sempre insieme..... tutte conosciutesi tra i banchi di scuola (chi prima chi dopo), alcune perse un pò per la strada e poi ritrovate, tutte comunque indispensabili.....

inutile dire che una di queste ragazze sono io.....

le altre? ora ve ne parlo.....

per il mio 18° compleanno hanno deciso di realizzarmi 1 parure tutta speciale nella quale ogni elemento parla di una di loro..... vi parlo di quattro ragazze che non hanno mai toccato pinze e chiodini in vita loro e che quando parlo di coprinodi, schiaccini e via dicendo vogliono farmi visitare da un'esorcista..... adesso eccole qui a fare tutto questo.....

partiamo da R. che conosco da più tempo, conosciuta alle medie, anni in cui dire che non la sopportavo è un'eufemismo....... ma l'estate tra la 3a media e il primo superiore ci ha avvicinate fu allora che mi resi conto che difficilmente avrei trovato un'altra amica come lei..... avevamo scelto due licei diversi però e sentirci e vederci non era molto facile..... ma quando c'era una notizia davvero importante una delle prime persone a ricevere il mio messaggio era proprio lei......

nell'estate del 2009 una delle notizie più grandiose che potessi aspettarmi mi riempie la vita! R. ha deciso di trasferirsi al mio liceo e ha fatto richiesta di essere inserita nella mia classe!!!! e da quel giorno non ci si stacca più.....

ecco cosa ha realizzato per me:


questa collana riassume tutto cio che di pazzo c'è in R. : il sua amore incontrollato per il buon cibo e la sua passione per l'animazione.... questo cornetto viene infatti dallo scatolone del Mini Club

poi c'è C. .... come posso descriverla? dopo tanto tempo non so neanche io com'è..... è la ragazza più strana ma allo stesso tempo più fantastica che conosca..... non rientra in nessuna categoria e in nessuna definizione perchè lei è semplicemente così : SPECIALE.

il suo mondo è tutto verde...... verde come la vita, verde come l'allegria, verde come la speranza e l'ottimismo, verde come la giovinezza...... perchè comunque vada la vita e nonostante passeranno gli anni lei restarà sempre giovane.....

ha realizzato per me questi orecchini che con il loro colore riempiono lo sguado di vita, come fa lei quando mi cammina accanto



arriviamo a V. , la mia piccola stella senza cielo, la piccola sognatrice con la testa un pò troppo fra le nuvole ...... ma va bene così.... quanto vorrei essere sognatrice come lei, vivere sempre a mezz'aria ..... il fatto che il suo simbolo sia una stella parla da solo..... e questo anello non l'ho mai tolto da quando l'ho ricevuto..... spero che mi insegni a sognare un pò di più....




infine chiudiamo in bellezza con B. la ragazza dal cuore d'oro, troppo buona con gli altri e troppo poco buona con se stessa.... il suo amore per la musica e il suo talento potrebbero portarla lontano, ma il suo estremo realismo lnon le permette di spiccare il volo..... sa però che la sua fan n° 1 è qui a prescindere da quello che intenda fare nella vita, perchè la sua musica non è solo ciò che fa sul palco..... la sua musica è ogni suo passo, ogni suo gesto, perchè tutto ciò che fa riempie di armonia la vita di chi le sta intorno.....


venerdì 12 agosto 2011

...... grazie a tutte.....


mi scuso infinitamente per il ritardo ma credo che possiate immaginare questi 2 giorni per me..... non ho avuto la posibilita neppure di dormire.....
finalmente sono qua a festeggiare il mio diciottesimo compleanno con voi, con il mio mondo creativo, che in me occupa un posto di riguardo e che per questo non poteva essere trascurato.....

pubblico quindi, come promesso, le foto patrecipanti a festeggiamo con l'arte
nell'ordine in cui le ho ricevute:

creazione di Ida STELLA GEMELLA CREAZIONI SWAROVSKY
creazione di Maria Luisa IL FATTO A MANO



creazione di Patrizia ROBA DA PAT.....ZYcreazione di Mary MANI AMORE & FANTASIAcreazione di Micia PARLARE.....SCRIVENDOcreazione di Giovanna PEARL & PEARL - GIANNA

devo dire che tutte le creazioni sono davvero notevoli, e ringrazio tutte le partecipanti per l'affetto e l'entusiasmo con cui hanno aderito all'iniziativa......

e ora e il momento di premiare la fortunata vincitrice:
esso e stata scelta per originalita e aderenza ai miei gusti, non che le altre creazioni non lo fossero (anzi ho avuto la fortuna di ricevere foto bellissime che si e trasformata in indecisione)...... alla fine sono arrivata ad una scelta ed e ricaduta sulla creazione di

Maria Luisa

Complimenti, mi sono proprio innamorata dei tuoi gufi fragolosi!!!!!!

A breve ti invio una e- mail con il mio indirizzo, tu puoi fare lo stesso non appena leggi questo post!

arriva inoltre anche una piccola sorpresa per tutte le partecipanti.....
Grazie a tutte!!!!!!!!!


lunedì 11 luglio 2011

festeggiamo con l'arte


a tutte le creative (e i creativi) in ascolto....
lancio un mini concorso in occasione del mio 18° compleanno, il 10 agosto prossimo......
il regolamento è semplicissimo :
chiunque voglia partecipare deve semplicemente inviarmi per e-mail una fato di una sua creazione..... il giorno del mio compleanno pubblicherò un post con tutte le foto che mi sono state spedite, nome ed eventuale link dell'artista e sceglierò il mio regalo di compleano.....
in palio per il vincitore ci sarà una mia creazione e del materiale ......
inoltre per tutti i partecipanti una piccola sorpresa :)
allora datevi da fare:)
P.S. per evitare problemi ho deciso di porre un budget massimo di 10 euro per il materiale delle creazioni....
Buon lavoro :)

venerdì 17 giugno 2011

L'arte, tutta, è completamente UTILE

Che cos’è la bellezza? Perché e come il nostro cervello la apprezza? Tante sono le definizioni che ci giungono da secoli e secoli di riflessione estetica, ma una è quella che più ne esalta il valore e la fruibilità a livello quotidiano. Se, infatti, per Platone la bellezza pura era tangibile solo nel mondo delle idee, per Kant il giudizio estetico è libero gioco e creazione dell’immaginazione, è regolarità senza legge: il bello piace come se esprimesse una regola, mentre esso è regola a se stesso. Nella Logica, Kant intuisce che durante la creazione e la percezione della bellezza “i sensi vengono piegati verso qualcosa che si trova al di là del limite dell’esperienza”; la bellezza è personale ma condivisa da molti; il sentimento del bello è soggettivo e non comunicabile, ma diventa l’occasione per la creazione di un mondo comune; la bellezza è libertà e nella bellezza l’uomo è cittadino del mondo.
Oscar Wilde affermava che “l’arte, tutta, è completamente inutile”. Scopo di numerosi ricercatori nell’ambito delle Neuroscienze è dimostrare che questa asserzione poteva, forse, essere valida nell’Inghilterra vittoriana, ma che oggi, nell’epoca in cui la bellezza rischia di perdere il suo valore culturale, oltre che etico e didattico, essa riscopre in se stessa una inconscia e involontaria attitudine a far parte di quelle tecniche terapeutiche innovative tanto in voga ai nostri giorni. Questa riflessione deriva da numerosi studi svoltisi nel campo delle Neuroscienze, settore che recentemente ha dedicato un’attenzione crescente al legame che intercorre tra due aree di ricerca fino ad oggi con limitata comunicazione reciproca ed ha studiato il rapporto tra attività artistiche e funzioni del cervello.
Si può stare meglio anche solo apprezzando la bellezza? Questa per adesso rimane ancora una teoria che, però, si accinge a diventare scienza. In un certo qual modo già sta prendendo piede nel settore del design e dell’arredamento: se la bellezza produce benessere, tanto meglio che gli oggetti di uso quotidiano siano tesi a questo fine. La visione di un oggetto definito “bello”, “brutto” o “indifferente” implica l’attivazione di diverse aree del cervello , con intensità correlata al grado di apprezzamento della bellezza. Attraverso questo studio delle funzioni celebrali implicate nella percezione artistica, l’arte potrà rivelarsi uno strumento per migliorare le nostre conoscenze sul sistema nervoso e su ciò che si definisce “coscienza”.
Ciò che, però, risulta avere maggior effetto già registrato e comprovato a livello terapeutico è l’atto creativo: alcune patologie del sistema nervoso alterano selettivamente processi coinvolti nell’espressione artistica. Per esempio, nella produzione di De Chirico, affetto per decenni da emicrania con aurea, le rappresentazioni surreali presenti in molte opere riproducono le forme ed i colori dei contenuti visivi dell’aura. La correlazione tra creatività e patologie psichiatriche è argomento altamente studiato e analizzato già in passato e nelle note biografiche di molti dei più grandi artisti di tutti i tempi ritroviamo problematiche come pazzia, schizofrenia, depressione (vedi Van Gogh, Goya, Michelangelo, Munch, Monet, Pollock). La creatività, quindi, riveste un ruolo centrale nella ricerca di soluzioni originali e innovative: svolge, spesso, da “problem-solving” come insieme di processi per analizzare, affrontare e risolvere positivamente situazioni problematiche. Attraverso l’arteterapia vengono attivate risorse che tutte le persone possiedono, come la capacità di elaborare il proprio vissuto, comunicare e scambiare impressioni ed emozioni. Ciò che è fondamentale nell’arteterapia non è tanto l’interpretazione del prodotto realizzato, ma il processo artistico e creativo che sta alla base dell’opera realizzata. Per persone con vari tipi di patologie, l’arteterapia rappresenta una possibilità di espressione e comunicazione che permette di riuscire a superare le barriere espressive poste dalla malattia; in questo modo le persone hanno la possibilità di riacquisire quelle libertà e dignità che spesso la malattia limita. Il processo dell’arteterapia si basa sul riconoscere che i sentimenti e i pensieri più profondi dell’uomo, derivati dall’inconscio, raggiungono l’espressione di immagini, piuttosto che di parole.



da me curato all'interno de
Il Caffè del Cafiero

lunedì 24 gennaio 2011

creatività

Quando si parla di creatività vengono alla mente personaggi come Leonardo da Vinci e Albert Einstein, diventati famosi per le loro invenzioni o scoperte e così apparentemente distanti dagli altri uomini. Anche per questo, spesso, il termine creatività viene d'istinto collegato a una qualità rara, che caratterizzerebbe le persone intelligenti. Ma cos'è veramente la creatività? la creatività viene definita sui dizionari come una "capacità produttiva della ragione o della fantasia" e anche come "talento creativo, inventiva". queste definizioni fanno capire come la creatività possa essere collegata sia alla fantasia sia al pensiero razionale: in entrambi i casi è caratterizzata dalla produzione di qualcosa di "nuovo". La creatività, spesso, riveste un ruolo centrale nella ricerca di soluzioni originali e innovative: svolge, insomma, la funzione di "problem-solving" (risoluzione di problemi) come insieme di processi per analizzare, affrontare e risolvere positivamente situazioni problematiche.

La creatività e stata studiata e applicata in numerosi contesti, spesso unidisciplinari, con una difficile visione d'insieme. Tra i vari settori di maggiore rilievo l'arte e la letteratura, campi in cui l'originalità è considerata una condizione sufficiente per la creatività, a differenza di altri settori come industrie e servizi in cui si ritiene siano necessarie sia l'originalità sia l'adeguatezza dell'idea. Oggi la creatività costituisce l'attività principale dell'economia globale, con le cosidette industrie creative, in grado di produrre ricchezze attraverso la creazione e l'utilizzo della proprietà intellettuale. altre professioni fortemente connesse alla creatività sono il design, il teatro, il cinema, l'artigianato, l'ingegneria così come il marketing, la ricerca scientifica e lo sviluppo, alcuni tipi di insegnamento, studi di progettazione e molto altro ancora. Un pensiero creativo, per esempio, potrebbe essere quello con cui, partendo dall'osservazione della caduta di una mela, Isaac Newton scoprì la legge sulla forza di gravità.

Graham Wallas (psicologo inglese) nel 1926 elaborò una teoria in base alla quale il processo creativo si può suddividere in quatro momenti:

1. preparazione : momento preliminare, durante il quale l'individuo raccoglie dati, pensa in modo libero, cerca e ascolta suggerimenti;

2. incubazione: periodo tra la preparazione e l'illuminazione, può essere di pochi minuti, mesi o anni: dopo la preparazione il materiale raccolto viene elaborato;

3. illuminazione: a volte è un'intuizione improvvisa, una sensazione, qualcosa tra un'impressione e una soluzione, altre volte invece è il risultato di uno sforzo prolungato;

4. verifica: necessaria affinchè la soluzione possa superare la valutazione critica dell'innovatore, o anche di un pubblico.

martedì 1 giugno 2010

romeo e giulietta (atto I , scena III )

ROMEO: O, she doth teach the torches to burn bright.
It seems she hangs upon the cheek of night
As a rich jewel in an Ethiop's ear-
Beauty too rich for use , for earth too dear.
So shows a snowy dove trooping with crows
As yonder lady o'er her fellows shows.


ROMEO: Oh, ch'ella insegna davvero alle torce a splendere di viva luce!
par ch'ella penda dalle gote della notte,
come un prezioso gioiello dall'orecchio di una etiope.
E' una bellezza di troppo valore perche se ne possa far qualche uso, e troppo preziosa per questa terra!
tal si offrirebbe alla vista una nieva colomba in mezzo a un branco di corva,
quale quella giovane si mostra in mezzo alle sue compagne.

giovedì 15 aprile 2010

Il profeta - K. Gibran

Della bellezza

E un poeta disse: "Parlaci della bellezza."
ed egli rispose:
Dove cercherete la bellezza, e dove la troverete se essa stessa non vi sarà sentiero e guida?
E come ne parlerete se non sarà essa la tessitrice del vostro discorso?

L'afflitto e l'offeso dicono: "la bellezza è dolce e gentile,
come una giovane madre intimidita della sua gloria cammina tra di noi."
E i passionali dicono: "No, la bellezza è cosa possente e paurosa,
come la tempesta scuote la terra sotto di noi e il cielo sopra di noi."

Gli stanchi e i deboli dicono: "La bellezza è di delicati sospiri, parla nel nostro spirito.
La sua voce giunge ai nostri silenzi come una tremula luce che fa capolino per paura dell'ombra."
Ma gli irrequiti dicono: "L'abbiamo sentita gridare tra le montagne,
e con le sue urla vennero il suono di zoccoli, il battito di ali e il ruggito dei leoni."

A notte le guardie della città dicono "La bellezza sorgerà con l'alba dall'est."
E al meriggio i lavoranti e i viandanti dicono: "L'abbiamo vista sporgersi sulla terra dalle finestre del tramonto".

In inverno dicono coloro che affondano nella neve:"Verrà con la primavera balzando sulle colline."
E nella calura estiva i mietitori dicono: "L'abbiamo vista danzare con le foglie dell'autunno, e aveva una folata di neve nei capelli."

Tutto ciò avete detto della bellezza,
ma in verità non parlaste di lei ma di bisogni insoddisfatti.
E la bellezza non è un bisogno ma un'estasi.
Non è una bocca che ha sete nè una mano vuota protesa,
ma un cuore infiammato e un'anima incantata.
Non è l'immagine che vorreste vedere, nè il canto che vorreste udire,
Ma piuttosto l'immagine che vedete in voi se chiudete gli occhi e il canto che sentite se serrate le orecchie.
Non è la linfa nel solco della corteccia, non è un'ala unita a un'artiglio,
ma un giardino sempre in boccio e una schiera di angeli sempre in volo.

Popolo di Orphalese, la bellezza è la vita quando svela il suo volto santo,
ma voi siete la vita e siete il velo.
La bellezza è l'eternità che si guarda in uno specchio,
ma voi siete l'eternità e siete lo specchio.

mercoledì 14 aprile 2010

Il ritratto di Dorian Gray (capitolo XI)

In un altro periodo si diede allo studio dei gioielli, a apparve a un ballo mascherato nel costume di Anne de Joyeuse, Ammiraglio di Francia, in un abito coperto di cinquecentosessanta perle. Questa passione lo dominò per anni - si può dire che non lo lasciò mai. Passava spesso giornate intere a togliere e rimettere nei loro astucci le pietre che aveva collezionato: il crisoberillo verde oliva che si muta in rosso alla luce delle lampade, il cimofano striato di fili d'argento, il peridoto color pistacchio, i topazi color di rosa o gialli come il vino, i carbonchi scarlatto acceso e dalle tremule stelle a quattro raggi, granati rosso fuoco, spinelle viola e arancio, e ametiste con strati alternati di zaffiri e rubini.Amava l'oro rosso dell'avventurina, il perlaceo candore della pietra di luna, e l'arcobaleno frantumato del lattiginoso opale. Si era procurato da Amsterdam tre grandi smeraldi di un colore di straordinaria intensità, e possedeva un turchese de la vieille roche che era l'invidia di tutti gli intenditori.
Scorpì anche storie meravigliose sui gioielli. Nella Clericalis Disciplina di Alfonso si leggeva di un serpente con occhi di vero giacinto, e nella soria romanzesca di Alessandro si diceva che il conquistatore di Emazia avesse trovato nella valle del Giordano serpenti "con collane di veri smeraldi che spuntavano loro sul dorso". Racconta Filostrato che c'era una gemma nel cervello di un drago, e che "mostrandogli lettere d'oro e una veste scarlatta" cadde in un sonno magico e fu ucciso.secondo il grande alchimista Pierre de Boniface, il diamante rende invisibili e l'agata indiana eloquenti. La corniola placa la collera, il giacinto concilia il sonno, e l'ametista dissipa i fumi dell'alcool. La granata scaccia i demoni, e l'opale toglie alla luna il suo colore. le selenite cresce e si restringe con la luna, e il meloceo, che serve a scoprire i ladri, può essere macchiato solo dal sangue dei capretti.Leonardo Camillo aveva viso una pietra bianca, come tolta dal cervello di un rospo appena ucciso che si usava come antidoto contro il veleno. Il bezoar, trovato nel cuore del daino arabo, era un amuleto che curava la peste. I nidi di certi uccelli arabi custodiveno l'aspilate, che secondo Democrito proteggeva chi lo portava dal pericolo del fuoco.
durante la cerimonia dell'incoronazione il re di Ceylon traversava la cittàcon un grosso rubino in mano.le porte del palazzo di Prete Gianni erano "di sardonice in cui era incastonato il corno dell'aspide cornuta perchè non vi si potesse porter dentro il veleno". Sul fronte v'erano "due mele d'oro con due carbonchi", così che l'oro potesse splendere di giorno, e i carbonchi di notte. Nello strano romanzo di Lodge, A Margarite of America si legge che nella camera della regina si potevano vedere "tutte le caste signore del mondo, cesellate nell'argento, che si guardavano attraverso limpidi specchi di crisolite, carbonchi, zaffiri e verdi smeraldi!. Marco Polo aveva visto gli abitanti di Cipango mettere perle color di rosa nella bocca dei morti. Un mostro marino si era innamorato della perla che il pescatore aveva portato al re Perozes: uccise il ladro, e pianse per sette lune la perdita dell'amata. Quando gli Unni attirarono il re nella grande fosse, egli gettò via la perla - così racconta Procopio - che non fu mai più trovata, sebbene l'imperatore Anastasio offrisse cinquecento misure d'oro. Il re Malabar aveva mostrato a un certo veneziano un rosario di trecento e quattro perle, una per ciascuno delgi dei che adorava.
Quando il duca Valentino, figlio di Alessandro VI, fece visita a Luigi XII di Francia, il suo cavallo era coperto di lamine d'oro, e il cappello aveva un doppio giro di rubini che mandavano gran lice. Carlo d'Inghilterra cavalcava con staffe adorne di quattrocentoventun diamanti. Riccardo II aveva un mantello, valutato trentamila marchi, tutto coperto di rubini balasci. Hall descrive Enrico VIII che si incammina verso la Torre prima dell'incoronazione vestito di "una giacca di oro sbalzato, il pettorale ricamato di diamanti e di altre pietre preziose, e una grande collana di immensi rubini balasci". I favoriti di Giacomo I portavano orecchini di smeraldo montati in filigrana d'oro. Edoardo II donò a Piers Gaveston un'armatura di oro rosso tempestata di giacinti, un collare di rose dorate con turchesi e un berretto parsémé di perle. Enrico II portava guanti coperti di gemme lunghi fino al gomito, e aveva un guanto da falconiere cui erano stati applicati dodici rubini e cinquantadue grosse perle orientali. Il cappello dicale di Carlo il Temerario, ultimo dica di Borgogna della sua stirpe, era coperto di perle a goccia e incsatonato di zaffiri.
Come era raffinata la vita di un tempo! Quanto sfarzo di magnificenza e di ornamenti! perfino la lettura del lusso dei morti era meravigliosa.